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Alluvione Malawi, Stato africano in ginocchio: 48 morti e oltre 20mila sfollati

Pubblichiamo da Centro Meteo Italiano (leggi articolo originale)


Alluvione Malawi, Stato africano in ginocchio: 48 morti e oltre 20mila sfollati – Ancora una tragedia legata alle avverse condizioni meteorologiche ha colpito l’Africa. Dopo le inondazioni di qualche mese fa in Marocco, adesso ad essere preso di mira dalle forti piogge è stato lo Stato del Malawi. L’alluvione che si è abbattuta sul Malawy, Stato dell’Africa Orientale confinante a Sud-Est con il Mozambico e a Nord e Ovest rispettivamente con la Tanzania e con lo Zambia, è stata veramente intensa tanto da aver provocato una delle più grosse tragedie che si ricordino da questa parti. L’alluvione del Malawi ha prodotto un bilancio pesantissimo in termini di vite umane spezzate: 48 sono, infatti, i morti accertati. C’è, però, una popolazione intera messa in ginocchio dall’alluvione del Malawi se si pensa che sono oltre 20mila le persone sfollate a causa delle piogge torrenziali che, andando ad innalzare il livello di fiumi e torrenti locali, hanno contribuito alla distruzione di case e campi. Non solo, perché, l’alluvione del Malawi ha portato alla chiusura delle linee ferroviarie lasciando, di fatto, il territorio isolato e rendendo quindi difficoltosi anche gli aiuti dall’estero. L’alluvione che si è abbattuta sul Malawi e in parte anche sul vicino Mozambico, già pesantemente colpito dalle inondazioni che nel Febbraio 2000 provocarono la morte di oltre 800 persone e la distruzione di buona parte dell’ambiente circostante, è stata causata da oltre un mese di piogge abbondanti e pare che il maltempo non voglia proprio abbandonare la zona almeno per i prossimi giorni. Resta, quindi, lo stato di massima allerta nel Malawi in quanto si teme possa verificarsi un’ulteriore alluvione se continuerà a piovere con l’intensità delle ultime ore.

A testimonianza difficile situazione per l’alluvione in Malawi sono arrivate le parole del Presidente, Peter Mutharika, che chiedendo aiuto alla comunità internazionale ha precisato che ‘un terzo del nostro territorio è in stato di emergenza’.

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