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nov 27

No all’alluvione di chiacchiere. Due giorni a Roma

Com. Stampa

No all’alluvione di chiacchiere, ora dagli argini usciamo noi.
Due giorni degli alluvionati di tutta Italia a Roma.

30 novembre incontro nazionale a Roma
1° dicembre incontro con i parlamentari in Senato e conferenza stampa

Con le nostre proposte e la speranza di una svolta,
porteremo in parlamento un pò del fango che stiamo spalando

 

27.11.14 Comunicato Stampa
(info Gianni Fabbris 3466483882 – Nicola Luberto 3661869945)
info nel sito http://maipiu.eu

Come annunciato nei giorni scorsi le realtà di base attive e le reti/associazioni che in questi anni hanno sviluppato un lavoro di difesa delle comunità colpite da frane e alluvioni, si troveranno domenica a Roma. Con un percorso di tre anni di lavoro avviato fin dalla fine del 2011, mentre le cronache continuavano a raccontare di lutti e danni enormi in un crescendo impressionante, si incontrano per mettersi in rete ma, soprattutto, per dare vita ad un movimento che “inondi” la politica e la società della indignazione per la mancanza di risposte e delle proposte e istanze che salgono e si avanzano dalle comunità colpite e ferite.
L’obiettivo è quello di provare a riscrivere una storia bloccata da troppo tempo e di conquistare, oltre le politiche degli annunci e della pietistica solidarietà degli sms, le risposte che servono davvero: prevenzione, messa in sicurezza, certezza, equità e trasparenza degli interventi a sostegno e soccorso delle comunità colpite.
Domenica a Roma presso una saletta del V Municipio in Via di Torre Annunziata 1, dalle ore 10 alle ore 18 si terrà la giornata di lavoro di Maipiù (rete/movimento delle comunità dei fiumi, dei versanti e del popolo degli alluvionati) chiamata a definire l’agenda delle iniziative, le campagne di pressione e sensibilizzazione sociale e il documento con le richieste a Governo, Parlamento, Regioni e Enti territoriali.
All’incontro è prevista la partecipazione di realtà diverse fra di loro per storia e modalità dell’impegno che si incontrano per mettersi in rete ed unificare gli sforzi; oltre che ad alcune realtà nazionali, a Roma si troveranno i rappresentanti di comitati e realtà di base di Puglia, Basilicata, Sicilia, Campania, Lazio, Sardegna, Marche, Toscana, Liguria, Veneto e Lombardia.
Alla fine della giornata i componenti di Maipiù si saranno dati obiettivi e un’agenda comuni, l’organizzazione per un percorso che dovrà durare nel tempo, la piattaforma condivisa di richieste nei confronti delle classi dirigenti e della politica con cui si avvia il percorso.
Primi passi in questa direzione saranno le richieste di incontri alla Conferenza Stato Regioni, al Governo ed alle Commissioni Parlamentari , al Commissario della Protezione Civile e l’organizzazione di una delegazione che a fine Gennaio si recherà a Bruxelles.
Documento di richieste che lunedi 1° dicembre la delegazione di Maipiù porterà in Parlamento per sottoporle ai parlamentari italiani.
Alle ore 15 nella Sala di Santa Maria in Aquiro in P.zza Capranica il movimento consegnerà formalmente le sue proposte e le illustrerà alla stampa.
All’incontro, patrocinato dal Senatore Francesco Campanella che ha accolto la sollecitazione del movimento, sono invitati i parlamentari dei diversi gruppi cui verrà consegnato il documento con le richieste ed un cadeou simbolico a nome dei cittadini e delle comunità alluvionate.
Dal gruppo di lavoro che sta preparando la due giorni di Roma, fanno sapere:
“Questa la lista degli oggetti che compongono il cadeau che doneremo ai parlamentari:
– un badile ed un paio di stivali (omaggio dalla Liguria e dal Veneto), ormai il kit di sopravvivenza di dotazione per chi vive nelle aree a rischio idrogeoligico
– una confezione di fango fresco da Parma ed una zolla secca dalla Sardegna, simboli della condizione in cui sono state lasciate fin qui le comunità alluvionate
– il documento con le proposte avanzate dai comitati degli alluvionati elaborato dalle realtà di tutta Italia, frutto della conoscenza diretta dei problemi e delle aspettative positive dei cittadini
– due sacchetti di sabbia (in arrivo dal confine fra Puglia e Basilicata e dalla Sicilia), normalmente usati per provare a contenere l’acqua che invade le case e le vite ma che potrebbe non bastare a contenere l’indignazione di chi da troppo tempo attende risposte e non può più attendere.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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