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dic 09

Ghirlanda a capo degli alluvionati

Pubblichiamo da Il Tirreno (leggi articolo orignale)

AMEGLIA. Dalla sigla apposta a Roma sull’accordo tra gli alluvionati di Italia, è nato ufficialmente il movimento “Maipiù”.

Erano oltre 20 i comitati nazionali degli alluvionati presenti a Roma presso il municipio 5, per la discussione finale e la sottoscrizione dello statuto. Un grande fiume in piena che per oltre 8 ore si è confrontato sul tema del dissesto idrogeologico condividendo esperienze e sofferenze.

«È stata un esperienza davvero costruttiva di dialogo e di incontro di realtà che, seppur diverse, hanno uno stesso comune denominatore, ovvero la mal gestione del territorio che ha portato alle alluvioni e alle conseguenti vittime».

Così commenta Luca Ghirlanda, portavoce del comitato “Popolo degli alluvionati Val Di Magra” che aggiunge: «Dalla Val di Magra c’eravamo tutti, da Aulla a Senato di Lerici, Sarzana, San Genisio, Romito Magra, c’era persino Massa e Carrara. Abbiamo discusso anche animatamente sui temi che ci fanno vivere ogni inverno nel terrore, ma alla fine abbiamo rotto gli argini e ci siamo trovati sotto una unica voce nazionale: il movimento “Maipiù” che avrà lo scopo proprio di rompere gli argini della politica e di entrare nelle sedi istituzionali a urlare la nostra condizione, battendo i pugni sul tavolo».

Nel corso del congresso costitutivo sono stati nominati tre coordinatori nazionali del movimento, ovvero Gianni Fabbris, rappresentante del Comitato delle Terre Joniche, Nicola Luberto, comitato di Sala Baganza e, appunto, Luca Ghirlanda, rappresentante del “Popolo degli alluvionati Val di Magra”.

Nel prossimo mese verranno organizzati all’interno del movimento dei tavoli di lavoro, uno rivolto alla parte legislativa e normativa al fine di verificare nel dettaglio le legislazioni vigenti e le norme delle singole regioni. Ci sarà poi un tavolo dedicato alla comunicazione che avrà il compito di far traghettare il messaggio degli alluvionati ed infine un tavolo di lavoro sulle attività del movimento che si occuperà di organizzare le tappe della lotta degli alluvionati.

Il giorno successivo, una rappresentanza del movimento appena costituitosi, capitanata da Gianni Fabbris, si è recata all’interno del Senato con badili, stivali, sacchetti di fango e di sabbia e pale: i simboli del disagio perenne degli alluvionati e li è stato concesso alla stessa una conferenza stampa ripresa da tutte le tv nazionali.

«Siamo venuti qui dentro al Senato – afferma Gianni Fabbris – per gridare il nostro disagio e per dire alla politica: ecco ci siamo costituiti e adesso non potete più far finta di niente. Inoltre vi diciamo cari politici che abbiamo rotto gli argini e invaderemo le vostre sedi istituzionali, pretendendo risposte e leggi che tutelino i nostri interessi e le nostre famiglie dalla mal gestione dei decenni scorsi».

Insomma, dalla “due giorni” romana è uscita una vera e propria dichiarazione di guerra ed è già annunciata una mega manifestazione che si terrà a Roma e «che ha l’obbiettivo di portare 500mila persone in piazza» sottolinea Luca Ghirlanda.(f.p.)

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